Diffusivum sui

Fabio Migliorati

Year 2024
Format19 x 24 cm
Pages 244
Coverhardback
LanguageItalian
ISBN 978-88-9397-092-1

Original price was: € 45,00.Current price is: € 42,75.

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La città di Arezzo ha tenuto a battesimo la mostra Diffusivum sui – l’altro e il concettuale, presso la Fortezza medicea cittadina, un contenitore di metà Cinquecento, sorto su progetto dei Sangallo dopo l’oltraggio egemonico fiorentino… La collettiva include il lavoro di 7 artisti, diversamente equipaggiati di strumenti concettuali, per trattare la natura di questo linguaggio in modo frastagliato e mai troppo ancillare. Il riferimento è il glorioso concetto dei concetti: l’arte, nella sua accezione circolare, alta e profonda insieme; tra scienza e filosofia, tra matematica e retorica (oggi linguistica).
Su tale esempio cresce il risultato spurio del lavoro di Giuseppe Amadio, Giuseppe Biasio, Salvatore Emblema, Renato Mambor, Franca Pisani, Fabrizio Tedeschi, IMK71 come traccia da seguire per essere tradotta o, più lontanamente e liberamente interpretata, in opere che sono, se non definizione, almeno considerazione dell’arte come fenomeno di alterità: sia rimando, versione, diversivo, pretesto, citazione, metamorfosi, alterazione.
È appunto un’operazione di reconductio, non tanto un’interpretazione né men che meno una traduzione, perché gli appetiti espressivi dei nostri 7 non principiano alla base dell’idea dell’arte concettuale, cioè dall’origine del fenomeno, ma sembrano più venire partoriti in giro, catturati nell’aria, lontano ma non troppo distanti dal cuore di quel linguaggio, dal
suo sifone propulsivo primigenio, per essere aspirati, raggruppati, accorpati nella stesura creativa di quell’alveo, di quei paraggi espressivi codificabili come idea dell’idea.
L’arte concettuale propriamente detta – non movimento o gruppo né fenomeno o manifesto, ma attitudine di una tendenza all’essenza di ciò che è – diventa qui introversione cosciente, incarnando quella tipicità ricorsiva dell’operare contemporaneo che fluisce tramite la poetica implicita di uno specchio frantumato o deformato. Questo linguaggio, diffusivum sui, si estrinseca quasi in autonomia nel rivolgersi a se stesso, e regala la propulsione speculativa della distanza in accezioni, trasposizioni
liriche, fluttuazioni allegoriche, metafore.
Dalle nobili origini americane, alle scuole mitteleuropee o giapponesi, conceptual art significa guardare e guardarsi dentro, in un viaggio teoretico che permette esondazioni di senso immuni da ogni distanza svantaggiosa. L’azione concettuale si prefigge insomma di eleggere l’arte a dato, isolandola da contaminazioni estetiche e sociologiche.