Naufragi. Shipwrecks

Year 2022
Format16.8 x 24 cm
Pages 128
Coverhardback
LanguageItalian
ISBN 979-12-80049-37-7

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“Il radicale naufragio del nostro esistere”. Così Giulio Latini, nella conversazione con Lorenzo Madaro qui pubblicata, descrive, in una battuta tanto complessa quanto diretta, la condizione esistenziale che trapela, trasuda, da ogni inquadratura della trilogia video Shipwrecks/Naufragi, opera oggetto di questo libro/catalogo. Un oggetto libro che ha l’obiettivo di racchiudere più di venti anni di lavoro e una produzione sviluppata in molte fasi diverse, qui ben documentate e accompagnate dai testi di eminenti studiosi come Guido Barbieri, Giovanni Bietti, Laura Cherubini, Marco Maria Gazzano, Lorenzo Madaro. È agli inizi degli anni ’90 che Giulio Latini comincia a riflettere sui temi del naufragio in reazione agli eventi atroci vissuti da molti popoli all’epoca entrati in una guerra fratricida nei Balcani. Eventi feroci nella loro follia che costrinsero migliaia di persone ad emigrare anche in Italia. Per la prima volta nella storia, abbastanza tardi rispetto ad altre nazioni europee, non eravamo noi italiani che cercavamo fortuna all’estero, ma era l’estero, un certo tipo di estero, che vedeva nell’Italia l’America, il paese della speranza e della salvezza, o, usando il titolo della celebre opera del regista Gianni Amelio, LAMERICA.
Si addensano così in Latini le prime immagini delle migrazioni veicolate da media all’epoca ancora elettronici, quali la televisione. Così la guerra, che per l’immaginario degli italiani apparteneva a mezzi di riproduzione meccanici in bianco e nero (così abbiamo imparato a conoscere la Seconda Guerra Mondiale), era ora demandata a immagini elettroniche della televisione o del video. La guerra, la migrazione, la sua documentazione, la sua traduzione in immagine, rappresentano così il bacino di partenza di un immaginario che si consoliderà in Latini dagli anni Novanta. È seguendo questo esercizio della ragione e del sentimento che Latini strutturerà
un percorso di riflessione artistico e teorico che lo porterà a dialogare con l’opera d’arte simbolo del naufragio: La Zattera della Medusa (1819) di Géricault. Un capolavoro che in una immagine condensa tutta la crisi esistenziale di un popolo
ormai alla deriva. “Il radicale naufragio del nostro esistere”, ci dice, dunque, Latini. Un naufragio, una condizione esistenziale che a ben guardare permea oggi tutta la società occidentale e che si rende evidente nel momento in cui entriamo in contatto con l’opera Scène de naufrage, destinata a dischiudere lo spazio e il tempo della trilogia audiovisiva Shipwrecks/Naufragi, preziosamente arricchita dal dialogo creativamente produttivo con il compositore Alessandro Cipriani.[…]

“The radical shipwreck of our existence”. This is how Giulio Latini, in the conversation with Lorenzo Madaro published here, describes in a line as complex as it is direct, the existential condition that transpires, exudes from every shot of the audiovisual trilogy Shipwrecks/Naufragi, the work subject of this book/catalogue. A book that aims to enclose more than twenty years of work and a production developed in many different phases, here well documented and accompanied by the texts of eminent scholars such as Guido Barbieri, Giovanni Bietti, Laura Cherubini, Marco Maria Gazzano, Lorenzo Madaro.
It was in the early 90s that Giulio Latini began to refl ect on the themes of shipwreck in reaction to the atrocious events experienced by many populations who at the time had entered into a fratricidal war in the Balkans. Fierce events in their madness that forced thousands of people to emigrate to Italy as well. For the fi rst time in history, quite late compared to other European nations, it was not we Italians who were seeking fortune abroad. Rather, it was abroad, which saw Italy as America, the country of hope and salvation or, using the title of the celebrated drama fi lm by director Gianni Amelio, LAMERICA. Thus, the fi rst images of migrations conveyed by the still electronic media of the time, such as television, gather in Latini. Hence the war, which for the imagination of Italians belonged to the mechanical means of reproduction in black and white (this is how we learnt about the Second World War), was now delegated to electronic images of television or video. War, migration, its documentation, its translation into an image, now representing the starting point of an imaginary consolidation in Latini from the Nineties. It is by following this exercise of reasoning and feeling that Latini will structure a path of artistic and theoretical reflection that will lead him to dialogue with the artwork, symbol of the shipwreck, The Raft of the Medusa (1819)
by the French artist Théodore Géricault. A masterpiece that condenses in an image the entire existential crisis of a population by this time adrift. “The radical shipwreck of our existence”, Latini tells us. A shipwreck, an existential condition that, upon closer inspection, permeates all of Western society today and which becomes evident the moment we come into contact with the work Scène de Naufrage, destined to open up the space and time of the Shipwrecks/Naufragi trilogy, preciously enriched by the creatively productive dialogue with the composer
Alessandro Cipriani.

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